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Beh, tra questo telaio e me c'è una lunga storia d'amore... e visto che ultimamente qui sul forum le presentazioni delle bici vengono fatte un po' di fretta con foto fatte col cellulare, ho deciso di rendere omaggio a questo stupendo telaio con una presentazione diciamo diversa dal solito. Ci ho messo due giorni per preparare questa presentazione. Per cui prendetevi qualche minuto. ENJOY!

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La Storia
Tutto iniziò nel lontano 2008, quando un mio amico mi mandò una foto di una Scalpel sverniciata con componenti oro e corone che sembravano non esserci neanche da quanto erano sottili. Mi disse che pesava 7 chili e mezzo. 
A quel tempo giravo con una Taurine montata al top (almeno così pensavo): ruote crossmax, gruppo X-0/XTR e componenti in carbonio e non riuscivo a capire come potesse pesare 2 chili e mezzo in più di una full!!! I giorni e le settimane seguenti le passai a guardare questa foto e più la guardavo, più mi rendevo conto di quanto fosse diversa dalle altre. Non c'era un componente di serie, neanche il telaio! Mi sono così iscritto al forum.
Fù così che mi venne voglia di modificare la mia bici, di renderla diversa dalle altre. Non mi andava giù il fatto che la mia bici pesasse così tanto. Mi ricordo che iniziai comprandomi gli sganci rapidi rossi. Erano veramente belli e con pochi soldi ero riuscito a farmi sentire la mia bici un pochino più "mia". Era un bella sensazione e così presi anche il collarino rosso, anche questo molto bello con la vitina in titanio oro, poi presi anche qualche vitina per i freni, così ogni volta che abbassavo lo sguardo vedevo queste vitine brillanti. La bici dimagriva da settimana in settimana e con piccole spese ero arrivato a 9 chili e mezzo, ma ero comunque lontano dalla perfezione. Poco male, perché la bici mi piaceva un sacco e non vedevo l'ora di uscire in bici per provare le nuove chicche. 
Sono passati uno o due anni poi e le mie bici sono cambiate parecchio, ma in tutti questi anni non mi sono mai scordato della Scalpel di Andrea. Quando la mise in vendita mi piangeva il cuore, perché non avevo i soldi per comperarla e chi sa chi l'avrebbe presa. Qualche mese più tardi la trovai nuovamente in uno dei mercatini. Era lei, impossibile non riconoscerla e questa volta non potevo farmela sfuggire! Non prenderla sarebbe stato da pazzi a questo punto. Non potevo crederci che dopo tanto tempo finalmente avrei avuto tra le mani proprio quella bici che tanto ammiravo. Qualche giorno dopo era già a casa mia, ma il lavoro era appena iniziato. 


L'Assemblaggio
Il proprietario prima di me aveva effettuato parecchi downgrade e volevo che tornasse come ai tempi d'oro...o almeno quasi dai. Il telaio oltre a non piacermi molto così polish, era anche graffiato e così con tanta pazienza ho coperto tutto il carbonio e ho dato il telaio ad un mio amico per sabbiarlo insieme ad altri componenti. 
Pezzo dopo pezzo, gara dopo gara ho capito quale sarebbe stato il migliore compromesso affidabilità/peso. Ci ho già fatto qualche gare, qualcuna ha anche stressato abbastanza il materiale non ho avuto il più piccolo problema, quindi approvata a pieni voti  
Le ruote che avevo sulla Flash le ho regalate a mamma e mi adesso tengo solo queste qua da gara per entrambe le bici, perché i mozzi Extralite secondo me sono più affidabili dei Tune.
La bici come la si vede in foto è quasi la versione definitiva. Manca solo una Selle Italia Tekno (questa la passo sulla bici 2012), forse dei dischi più leggeri e gli adesivi per il telaio dello stesso colore di quelli sulla Lefty.

Le mie sensazioni
Capisco chi dice che la Scalpel non è una vera full...infatti nonostante i sui 100 mm di escursione è abbastanza ballerina in discesa, ma secondo me in discesa scalpita (come dice già il suo nome ) così, perché non vede l'ora che arrivi la salita. Nelle salite secondo me è una vera freccia. Doppia i sassi come se fosse semplice ghiaino e si arrampica dappertutto.
Chi si compera la Scalpel per divertirsi durante le escursione resterà sicuramente deluso, perché appunto in discesa non c'è molta differenza rispetto alla front, ma nei pezzi di pianura e di salita molto sconnessi, l'ammortizzatore contribuisce molto a mantenere i battiti più bassi, senza perdere troppa potenza nei rilanci. 
Abbinandoci quindi un Dt Swiss come ammortizzatore, che non è dei più sensibili, per me è una vera e propria macchina da gara. Rigida come una Flash se bloccata e comoda quasi come una full in discesa.


Le Foto
Lato A  


Lato B


Dettagli reggisella/sella


Zona sterzo


Ammortizzatore


Lefty 88+ tuned con piastre sabbiate e successivamente verniciata con trasparente opaco e adesivi personalizzati


Mozzo anteriore Hyperlefty e posteriore Hyperrear


Corone Carbon-Ti in titanio, precise come un orologio svizzero e pedivelle Hollowgram sabbiate con viti anodizzate


Dettagli del telaio sabbiato


Freni, per me i migliori